Lavoro, Savip: guardie giurate licenziate a Roma e Foggia, poligrafico di stato ne risponda

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Nuova nota del Savip al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai Ministri competenti. Questa volta è interessata anche l’Autorità Garante della concorrenza, in quanto la sostituzione delle Guardie Giurate con la Guardia di Finanza presso l’Istituto Poligrafico (Ipzs), che è una S.p.A., concretizza un illegittimo aiuto di Stato. E non si esclude una segnalazione alla stessa Commissione Europea.

Lo rende noto il segretario nazionale del Savip, Vincenzo Del Vicario. “A seguito del primo intervento del sindacato dell’8 novembre, infatti – spiega – è stata presentata un’interrogazione a risposta immediata. Il Governo, nel dare risposta ha del tutto ignorato la sorte delle giurate, ma ha dichiarato che l’uso della Guardia di Finanza sarebbe indispensabile per la sicurezza del ciclo di produzione delle carte valori negli Stabilimenti Ipzs. Il problema è che negli stabilimenti romani e foggiani si producono in prevalenza altri beni di sicurezza ad alta tecnologia per i quali però l’Istituto è in concorrenza con altre società private del settore. Insomma, la vigilanza operata con la Guardia di Finanza a favore dell’Ipzs S.p.A. è un finanziamento dello Stato che si traduce in un indebito vantaggio competitivo”.

E conclude “Ma, leggendo la Convenzione tra Istituto e Guardia di Finanza, ci si accorge pure che lo stesso servizio svolto dalle guardie, adesso costerà allo Stato tre volte di più. Insomma, danneggiati in un colpo solo i lavoratori – aggiunge il sindacalista – le aziende private in concorrenza con Ipzs, la Guardia di Finanza e le tasche degli stessi cittadini. Tra l’altro, è stato osservato come anche la Banca d’Italia, lì dove produce l’euro per la Bce, si avvale largamente di Guardie Giurate dirette da Carabinieri. Non sappiamo, dunque, a quale logica e interesse risponda la scelta di mettere sulla strada 135 Guardie Giurate e ci attendiamo che sia il Governo a trovare una soluzione dignitosa per questi lavoratori”.

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